I personaggi di Antica Barbieria Colla: Giuliano Gramigna

Giuliano Gramigna è stato uno scrittore, poeta e critico letterario, noto in particolare per la sua lunga collaborazione con Il Corriere della Sera. Franco Bompieri racconta come divenne cliente di Antica Barbieria Colla:

Testo tratto da Presi per i capelli di Franco Bompieri (Mondadori 2000)

 

« “Era talmente bello che sembrava appena uscito dai panni caldi del Colla”.

Questa citazione nel romanzo Marcel Ritrovato di Giuliano Gramigna, oltre a lusingarmi mi riempì di curiosità verso l’autore; così un giorno lo chiamai al Corriere della Sera e usando tutta la cortesia possibile lo invitai a venire di persona a costatare se i panni caldi erano all’altezza del suo romanzo.

Dopo alcune settimane Gramigna apparve sulla soglia del negozio. Lo riconobbi subito, anche perché sul frontespizio dei suoi libri c’era sempre una sua fotografia.

Dopo una barba fatta a regola d’arte, gli feci provare i panni caldi. Gramigna si accarezzò leggermente il viso e disse: “Mai citazione è stata più centrata”».

I personaggi di Antica Barbieria Colla: Carlo Bertè

Il pittore e incisore Carlo Bertè non è solo cliente della Barbieria Colla, ma anche amico di Franco Bompieri che racconta:

Testo tratto da Presi per i capelli di Franco Bompieri (Mondadori 2000)

 

« Carlo Bertè dipinge spinto da una luce che l’accompagna sempre. E’ la luce dell’anima che lo porta a dipingere cieli che vanno oltre la tela. Sono quadri che parlano di sogni che sembrano uscire da quella nebbia padana dove è nato. E’ una pittura che sembra sciogliersi e proprio nel sciogliersi prende forma. La sua arte è seria, sincera, fatta di meravigliose emozioni e d’amore.

Mentre gli taglio i capelli (pochi in verità) ci dilunghiamo qualche volta a parlare d’arte. Per lui gli artisti sono tutti bravi, mai in tanti anni che ci conosciamo l’ho sentito criticare l’opera di un suo collega. E’ un uomo schivo, ma profondo conoscitore d’arte.

Mi ha detto un giorno: “Non fermarti solo a guardare i quadri, ascoltali!” »

I personaggi di Antica Barbieria Colla: Enrico Cuccia

Franco Bompieri  conobbe Enrico Cuccia nel 1951 all’Hotel Continental dove era stato assunto come lavorante; quando nel 1960 passò all’Antica Barbieria Colla molti suoi clienti lo seguirono, tra cui il noto banchiere. Ecco come lo ricorda:

Testo tratto da Presi per i capelli di Franco Bompieri (Mondadori 2000)

 

« “Ha parlato! Enrico Cuccia ha parlato”. In bottega non riuscivamo a trattenere lo stupore. Da anni assistevamo al suo rituale arrivo in negozio: un “Buongiorno” appena accennato con lo sguardo abbassato, una distaccata disponibilità ai ferri del barbiere, una scorsa esperta al giornale, non di quelli disponibili da noi ma al Suo, inevitabilmente straniero, il più delle volte il Financial Times.

Nonostante la consuetudine, con lui si lavorava sempre con una certa apprensione, come fosse la prima volta. La bottega, a prescindere dal numero di altri eventuali clienti, era silenziosa: se qualcuno parlava era un bisbiglio. Finito il servizio, Enrico Cuccia si avvicinava alla cassa, pagava, accennava un “Grazie” e un “Buongiorno”, usciva e solitario, le braccia incrociate dietro la schiena, si avviava verso Via Filodrammatici,  ormai meglio conosciuta come la via di Mediobanca.

Ma in quella calda mattina d’estate, l’ordine era stato sconvolto: ad un certo momento, Enrico Cuccia accennò al condizionatore sistemato vicino al soffitto e disse: “Fa un pò freddino, oggi”».

Credits Immagine: Archivio storico Mediobanca “Vincenzo Maranghi” – ICAR, Direzione Generale degli Archivi – MIBACT via Wikimedia Commons

I personaggi di Antica Barbieria Colla: Enzo Bettiza

L’ Antica Barbieria Colla è sempre stata un “salotto” in cui si dibatteva di politica, cultura, attualità; questo anche grazie al fatto che era frequentata da vari intellettuali come Enzo Bettiza, giornalista e scrittore mancato nel 2017 che Franco Bompieri considerava una reincarnazione di un principe russo, non solo per via delle sue origini est-europee; ecco come lo descrive:

Testo tratto da Presi per i capelli di Franco Bompieri (Mondadori 2000)

 

« Ricordo Enzo Bettiza fin dai tempi in cui lavoravo alla barbieria dell’Hotel Continental, in via Manzoni.

Alto, bello, capelli corvini, indifferenza per il costo delle cose, veniva considerato già un giornalista eminente, specializzato nelle politiche dei Paesi Orientali, che mi sembrava non amasse, come spesso non si ama l’amata terra d’origine.

Guarda mi dicevano “che è nato a Spalato.  E’ vero che parla russo, ma parla anche il tedesco come se fosse di Vienna, e il francese e l’inglese”.

Appunto” rispodevo io “come tutti i principi russi: poliglotta, riserva il russo al corteggiando delle belle donne e per dare ordini ai famigli”.

Enzo Bettiza, quando non è in giro per il mondo, viene dal suo barbiere  portandosi una camicia di ricambio.

Finito il servizio, che vuole accurato ma innavvertibile, si ritira  nel camerino privato e si cambia la camicia. A volte il cambio dura più di una mezz’ora, tanto è meticoloso nell’annodare la cravatta.

A me basta questo per dire che in Enzo Bettiza vi è l’anima in esilio di un principe, sopravvissuta alla detestata grande Rivoluzione di Ottobre».

I personaggi di Antica Barbieria Colla: Enzo Jannacci

Enzo Jannacci, cantautore, cabarettista e attore, può a buon diritto essere considerato un simbolo della città di Milano.

E la sua musica, dagli anni ’60 in poi, ha certamente aiutato a far conoscere Milano, anche a chi non ci è nato ma ci è venuto e ci è rimasto, come Franco Bompieri, di cui oltre che cliente divenne ben presto amico.

I ricordi legati a lui sono molti, tra i tanti il fatto che fosse una persona timida e capace di raccontare con la sua musica la Milano di metà secolo scorso che si era rialzata dopo la guerra.

Carismatico, serio e vero, riusciva a raccontare del passato essendo sempre attuale.

Enzo Jannacci è nato i primi di giugno e quando possibile si andava sempre alle sue feste, piene di allegria, sorrisi e musica.

Quando veniva in barbieria non era per tagliare solo i capelli, ma principalmente per il trattamento con la candela e anche perché amava farsi grattare la testa: aveva un pettinino suo, che era riuscito a recuperare in uno dei suoi viaggi, dai denti durissimi, che chiedeva a Franco o chi per lui (negli ultimi anni lo serviva Giordano ) di sfregare senza paura sulla sua testa durante il lavaggio, perché così poi la lozione penetrava meglio e poi si sarebbe sentito “alleggerito da ogni pensiero”.

Era un uomo simpatico, solare e anche malinconico.

A testimonianza della grande amicizia e stima che esisteva tra Franco ed Enzo, esiste una canzone inserita nell’album “Come gli aereoplani” del 2001, che si chiama “Ti luna“, che altro non è che una poesia di Bompieri, presente nel suo libro “Augusto di Setteprati” del 1984.

I personaggi di Antica Barbieria Colla: Luchino Visconti

Nel corso della storia di Antica Barbieria Colla è spesso capitato che i padri abbiano trasmesso l’usanza di servirsi presso la nostra bottega ai figli, che sono a loro volta diventati nostri clienti nel rispetto di una sorta di tradizione di famiglia.

Qualcosa di analogo è accaduto con una delle più illustri famiglie milanesi, quella dei Visconti di Modrone: Giuseppe Visconti di Modrone cominciò a frequentare la barbieria agli inizi del Novecento e continuò fino alla morte, seguito poi dai diversi suoi discendenti, tra cui il figlio Luchino Visconti di Modrone, uno dei più importanti registi e sceneggiatori italiani del XX secolo.

Franco Bompieri, che fu suo barbiere, racconta:

Testo tratto da Presi per i capelli di Franco Bompieri (Mondadori 2000)

 

« A Visconti piaceva una sfumatura alta e capelli corti, corti a un livello imprecisato, per cui spesso mi accusava di avere sbagliato tutto, dandomi dei pugni rapidi e scherzosi sulle spalle.

Mi illudo che fosse un modo per stabilire un rapporto umano.

Visconti era il regista che con La terra trema, ma soprattutto con Rocco e i suoi fratelli, aveva dato dignità alla povertà e all’immigrazione, le condizioni della mia prima vita.

Visconti era anche il regista di Senso, girato per gran parte dalle mie parti sul Mincio, sul filo di un Verdi amatissimo: naturale che lo vedessi con occhi e animo particolari.

Nessuna confusione: l’interesse e forse anche l’amore che Visconti portava per l’uomo e le cose che gli stanno intorno e che prendono vita dalle passioni e dalle sofferenze di cui egli dette rappresentazioni  uniche, non avrebbe mai potuto colmare la nostra profonda differenza di classe, ma più di un filo sottile, sono certo, era teso fra noi. Forse perché, figlio di un  sensale di cavalli, portavo ancora addosso l’odore ben noto a Visconti che fu, in giovinezza, un allevatore appassionato.

Gli chiesi un giorno: “Perché ha lasciato i cavalli per il teatro, signor Conte?”.

I cavalli mi hanno dato grandi soddisfazioni, quasi il meglio di quello che puoi ottenere da un essere vivente, ma i cavalli non parlano”.

Nonostante La terra trema, sempre di un Visconti si trattava. »

I personaggi di Antica Barbieria Colla: Roberto Benigni

E’ di non più di qualche settimana l’annuncio che la Biennale di Venezia, l’istituzione che organizza la celebre Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica, quest’anno ha deciso di assegnare il Leone d’Oro alla Carriera a Roberto Benigni, già vincitore nel 1999 del premio Oscar per il suo film La vita è bella.

Quando in negozio apprendiamo la notizia, lo sguardo va subito a quell’autografo sul muro e la memoria ad un aneddoto di qualche tempo fa:

Testo tratto da Presi per i capelli di Franco Bompieri (Mondadori 2000)

 

« Con la candelina accesa, bruciacchiavo le punte dei malandati capelli di Roberto Benigni, nel paziente tentativo di rinforzarli. Lui si guardava nella specchiera con occhi spiritati e bocca ghignosamente divertita.

“ Eh no, tu codesta còsa me la devi fare in un film, l’é troppo divertente”.

Continuo a manipolare lo scalpo di Benigni con taumaturgica intensità: bruciatura, massaggio, lavaggio, frizione, asciugatura, in un gioco per salvargli i capelli rimasti, pochi e fragili.

Ne aveva di più quando andai a vederlo per la prima volta al Teatro Formentini a Milano. Quindici spettatori, fazzoletto sul viso, convulse smorfie della faccia per farlo cadere. Infine, ecco liberarsi un viso affilato, furbo, sberleffico, voce tutta inflessioni dialettali (posto che il toscano sia un dialetto), satira al vetriolo, quella di Cioni, il suo personaggio di allora.

Mi sembra di aver fatto un buon lavoro, di meritarmi l’autografo che ho appeso a una parete della bottega: “A Franco, il più grande del mondo”. »

I personaggi di Antica Barbieria Colla: Franco Moschino

Intorno alla metà degli anni ’80, mentre Milano si affermava sul piano internazionale come una delle capitali della creatività e della moda, Antica Barbieria Colla annoverava tra i suoi clienti Franco Moschino, che aveva da poco fondato la sua linea e veniva da molti additato come un sovversivo a causa del suo stile irriverente, ironico e anticonformista.

Vergogna! Hanno aperto la Villa Reale* per presentare gli stracci di Moschino” titolava il Corriere della Sera.

Oggi, Moschino è considerato uno dei “mostri sacri” della moda italiana e un precursore della responsabilità sociale grazie al suo impegno in favore della lotta all’AIDS, del riuso dei capi e della valorizzazione di collezioni sostenibili.

Franco Bompieri, che in quel periodo fu il suo barbiere, lo descriveva così:

Testo tratto da Presi per i capelli di Franco Bompieri (Mondadori 2000)

 

Moschino così dolce, così sensibile, così profondo nell’indagare la vita, non pretendeva di essere portatore di grandi messaggi e se questi tuttavia emergevano, erano l’inevitabile conseguenza di un suo personale impegno verso i problemi del mondo e della gente che realizzava nel suo  agire.

L’intesa  concettuale della sua opera di stilista, ma anche  di pittore, di ottimo pittore, aveva certamente radici nel surrealismo e nella tradizione, non solo italiana, del costume, del vestito. Moschino scavava nella tradizione.

Un giorno, mentre gli tagliavo i capelli, gli chiesi: “Come nasce la moda, la tua moda?

Nei vecchi cimiteri”, rispose, “in particolare in quelli dei piccoli paesi di montagna, dove, nelle immaginette dei morti, c’è moda per tutti, anche per te: baffi, barbe, tagli di capelli, immagini della vita, insomma, con la forza evocativa della morte”.

* La Villa Reale è un palazzo neoclassico nel centro di Milano che oggi ospita la Galleria d’Arte Moderna.

I personaggi di Antica Barbieria Colla: Principe Filippo, Duca di Edimburgo

Era il lontano 1966 quando Guido Mantovanini, secondo proprietario della bottega, ricevette una chiamata inattesa. Molti erano i personaggi famosi che si sedevano sulle poltrone di Antica Barbieria Colla, ma quella volta essere stati scelti dall’inglese Principe Filippo, Duca di Edimburgo fu sul serio una grande emozione.

Qui vi raccontiamo attraverso i ricordi di Franco Bompieri quel momento.

 

Testo tratto da Presi per i capelli di Franco Bompieri (Mondadori 2000)

 

« Stavamo per chiudere il negozio, quella sera di Settembre del 1966. Il portiere del Clubino si fermò sulla soglia e con ostentata indifferenza disse:

“Domani, verso le dieci e trenta, il Principe Filippo di Edimburgo avrebbe intenzione di venire a farsi radere”.

Guido Mantovanini, il principale, nella sua vita restò sempre fedele al principio per cui tutti i clienti sono uguali, tuttavia a quell’annuncio sbiancò, e ordinò:

“Prepara”.

“Non è per domani?” mi stupii.

“Già, è per domani, ma prepariamo lo stesso”.

Il Principe Filippo si trovava in Italia per una partita di caccia, organizzata dal Marchese Medici del Vassello nella sua riserva La Mandria in Piemonte.

Dopo la caccia, ci sarebbe stata una grande festa a Palazzo Belgioioso, la residenza del Marchese alla quale il Principe aveva preferito, per dormire, la foresteria del Clubino, poco distante da lì e, soprattutto, a due passi dall’Antica Barbieria Colla. »

Il ragazzo di bottega

Era il 1949 quando Franco Bompieri, già barbiere a Volta Mantovana, iniziava a lavorare a Milano, in via Bassini 44, zona Lambrate.

Ambizioso come chi in quel periodo si trasferiva dalla campagna alla grande città e convinto di essere ormai un grande barbiere, a malapena riuscì a nascondere la propria delusione quando scoprì che il negozio era frequentato soprattutto dagli spazzini di un vicino deposito.

Franco ricorda ancora il “Carletto”, un lavorante del negozio di via Bassini, che al suo primo giorno di lavoro gli chiese innanzitutto se sapeva fare le pulizie e al posto di forbici e rasoio gli consegnò uno straccio.

In qualità di “piccolo”, cioè di ragazzo di bottega, il suo compito principale era quello di tenere sempre pulito e in ordine il negozio, approfittando di ogni momento libero per spazzare e rassettare.

Da giovani, e mi metto in prima fila, si ha a volte la presunzione di poter arrivare subito alla meta, pensando che le nostre capacità siano tali per cui non ci tocchi tutto il cammino che c’è in mezzo tra la partenza e l’arrivo.

Ma come sempre il percorso è la parte più importante di tutto, perché senza quello non si potrebbe gestire il resto, soprattutto il successo.

La prima volta che mi sono avvicinata alla bottega, Franco mi ha messo in mano prima una scopa e mi ha detto: “Quando finiscono di tagliare i capelli e scuotono la mantiglia tu vai a spazzare subito via i capelli”, poi uno straccio e una spugna dicendomi: “Ora che hanno finito di fare lo shampoo e stanno mettendo la lozione tu con questi pulisci i lavandini”.

Io non avevo l’ambizione di diventare un barbiere, pertanto non me la sono presa a male, ma quel gesto mi ha permesso di capire che un barbiere non è fatto solo dal modo in cui taglia i capelli o tratta i clienti, ma anche dalla cura che ha per la sua postazione, per i suoi “ferri”, per l’ambiente in cui lavora.

Perché come lo stesso Franco Bompieri  ha ben presto avuto modo di imparare, un buon barbiere deve essere bravo anche a pulire la sua bottega: un negozio impeccabile, oggi come allora, resta il miglior biglietto da visita.